Barone di Villagrande. Serate magiche.

di Agnieszka Winiarska

Avete presente sognare una serata di quelle proprio belle, con un’atmosfera magica, dove ti rilassi per qualche ora ti scordi di tutto e vivi solo quel momento ? Ecco cosa mi è successo visitando la cantina Barone di Villagrande.

L’occasione utile è stata la Vini Milo e la serata Volcanic Wines, cioè vini vulcanici ma in realtà non solo.

Una volta arrivata sul posto mi si è aperto uno scenario davvero unico. Un bel giardino con degli enormi alberi sembrano proteggerti e avvolgerti in caldi abbracci. Luci, aria, sentori di natura, una vista spettacolare sui vigneti e sui paesini vicini creano un’atmosfera intima e piacevole.

Ho fatto il giro della struttura e ho scoperto luoghi meravigliosi ricchi di storia e passione.

Azienda storica che dal 1727 ha radici sull’Etna e oggi Marco Nicolosi continua con dedizione e passione a mantenere vivo l’impegno della famiglia sul territorio con sue straordinarie peculiarità e condividere l’amore per luogo unico e speciale. Da sottolineare che nel 1968 quando viene riconosciuta la D.O.C. Etna, la prima in Sicilia, il disciplinare fu scritto dal padre di Marco, Carlo Nicolosi Asmundo, docente universitario di enologia e tecniche alimentari all’Università di Catania.

Tornando a oggi visitare Barone di Villagrande è un viaggio nel sensi, con le bellissime vigne, la cantina storica, la sala degustazione, il resort con quattro camere, con un rilassante giardino privato dedicato solo agi ospiti e una piscina con vista vigne. Ottima anche l’offerta della cucina con lo chef Vittorio Caruso che seguendo le linee guida dello stellato Accursio Craparo offre un menu tradizionale con interessanti variazioni. Solo prodotti freschi e di stagione e prevalentemente locali. I vini della cantina sono ovviamente una reale espressione del terriorio e sono davvero ottimi.

Per quanto riguarda la serata “Volcanic Wines Storie di grandi chef, di cucina e di grandi vini”.

Oltre 100 etichette prodotte da suoli vulcanici in abbinamento a sei proposte gastronomiche che sono espressione del territorio. Etichette provenienti da zone vulcaniche dei Colli Euganei, di Tuscia, Vesuvio, Campi Flegrei e quella di Soave nel veronese ben rappresentata da Aldo Lorenzoni del Consorzio Tutela.

Calici di carricante, nerello mascalese, durello, lacryma christi e molti altri. In abbinamento il piatto di Ketty Torrisi a base di asina che con il suo allevamento produce il latte d’asina, presidio Slow Food, i famosi e inimitabili fratelli Sciuto, di Milo, con il classico quanto amato panino con la salsiccia, il ristorante 4 archi di Milo storica Osteria Slow Food con un ottimo brasato e funghi e Franco Patanè con la granita biologica al limone, oltre a due proposte firmate da Vittorio Caruso chef della Cantina Barone di Villagrande, la focaccia con doppia lievitazione, con carboni vegetali nell’impasto, semi di lino girasole e papavero, farcita con yogurt bianco zucchina e menta cuore di lattuga e tonno affumicato al legno di faggio e la cassata scomposta. Tutto di ottima qualità e straordinariamente buono.

La degustazione ha delle origini molto antiche, più o meno da quando il primo uomo ha pigiato l’uva per creare una bevanda e dal XIV secolo si hanno testimonianze scritte di un vero e proprio mondo che studia, degusta e si evolve.

Oggi la degustazione è anche e soprattutto un momento di aggregazione e di confronto.

Volevo assaggiarli tutti e 100 ma mi sono fermata a:

Franchetto-La Capelina Soave

Nardello-Meridies Soave

Recioto di Soave un vino bianco passito, con le sue origini molto antiche, e proprio questo vino è stato il primo vino del Veneto ad ottenere il riconoscimento DOCG nel 1998

Vignato el Gian-Gambellara

Vini della Azienda Barone di Villagrande con i suoi ottimi bianchi Etna, rosati e rossi.

E forse altri che non ricordo… Chi è andato oltre ha fatto un vero e proprio viaggio tra regioni, aromi e sapori diversi e grandi sensazioni.

Non ho molti dubbi sul fatto che le serate belle sono fatte di buon vino, buon cibo, buoni amici, di risate, chiacchiere, nuovi incontri. E qui non mancava niente di questo.  Gente molto amichevole e cordiale sia gli ospiti sia il personale.

La serata si è conclusa con le sciabolate e devo confessare che ho provato fatto anche io, per la prima volta. Non è riuscita molto bene ma ci riproverò.

Comunque non aspetterò un anno intero per poter tornare in questo posto magico. Spero per un weekend circondata da natura e pace, ottimi vini e buonissimo cibo.

Alla prossima.

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