vini e cantine

CANTINA MARILINA…FEDELI(E) ALLA CAUSA: IL DOMANI E’ IL NOSTRO IERI!

di Rosalinda Saraniti

fedelie

L’aggettivo Ancestrale ha in sé un forte carattere evocativo, riporta alla mente un sapere legato a chi ci ha preceduto, qualcosa che trova radici nel lontano passato ma che possiede un valore infinito, aldilà del tempo e di ogni compromesso. In termini enologici, Ancestrale è il metodo di vinificazione per produrre vini frizzanti e spumanti utilizzato in illo tempore, quando “era la Natura a dettare i tempi del vino”, prima dell’arrivo delle moderne tecnologie, quando gli ultimi residui zuccherini, in letargo durante l’inverno, ai primi calori primaverili potevano trasformarsi in alcool dando luogo ad una rifermentazione naturale in bottiglia.

Non stupisce dunque che, la Cantina Marilina, interamente gestita dalla famiglia Paternò, vantando una storia enologica di famiglia e avendo iniziato nel 2001 un progetto fondato sull’assoluto rispetto per la terra e per i tradizionali metodi di produzione, sulla continua ricerca di tutto ciò che ha un sapore autentico, unico e naturale, dopo tre linee di vino biologico e una di vini bio-vegan, tutti provenienti da vitigni autoctoni e internazionali, si sia lanciata in questa nuova audace scommessa: produrre i primi vini frizzanti da Metodo Ancestrale in Sicilia.

vignetta

Nel dettaglio stiamo parlando di un metodo di spumantizzazione molto semplice: la presa di spuma, che genera le bollicine di anidride carbonica all’interno del vino, viene realizzata senza l’aggiunta di prodotti dolcificanti esterni ma utilizzando unicamente gli zuccheri dell’uva. Un metodo che nasce e finisce in vendemmia.

La raccolta delle uve, avviene manualmente e le uve vengono selezionate in base al loro grado di maturazione, successivamente vengono pressate ed una volta ottenuto il mosto, questo verrà decantato naturalmente; la fermentazione a temperatura controllata avviene per mezzo dei lieviti naturali delle uve, in questa fase, viene scrupolosamente controllata la quantità degli zuccheri naturali dell’uva che occorrerà nella fase successiva. L’imbottigliamento avverrà quando si avrà la certezza di un adeguato sviluppo della pressione e della conseguente presa di spuma, grazie all’azione dei lieviti sugli stessi zuccheri naturali residui. Nessuna sboccatura, nessuna filtrazione, nessun processo di chiarificazione: i lieviti, che naturalmente si depositano sul fondo, vengono lasciati all’interno della bottiglia, tappata con tappo corona, favorendo una maturazione del vino “sur-lie” ovvero sui propri lieviti, che gli conferirà un aspetto un po’ torbido e opaco, in contrasto con la brillantezza e la luminosità delle bollicine cui siamo abituati. Il vino che si ottiene altro non è che un vino frizzante naturale con sedimento in bottiglia e non può non avere caratteristiche uniche.

Spesso, così torbido quasi al punto di assomigliare ad una birra Weizen o Blanche (per inciso,la birra subisce lo stesso processo di fermentazione), è un vino dotato di una discreta e piacevole spuma e di aromi fruttati che si mescolano ai sentori donati dai lieviti (il sentore di crosta di pane fra tutti) nel lungo contatto con il vino, e il tipico “fondo” presente in bottiglia rende particolari la conservazione e il servizio. Sarebbe sempre il caso di conservare la bottiglia in piedi per far sedimentare al fondo le parti solide. Per quanto riguarda il servizio, dipende molto dal gusto personale: si può versare il vino nel bicchiere lentamente per non intorbidirlo, ottenendo così un vino più limpido; oppure rimettere in sospensione i lieviti capovolgendo la bottiglia, e usare anche “il fondo” che è la parte che dona spessore e carattere distintivo al vino, esaltando le caratteristiche organolettiche del vitigno. Apprezzateli e godeteveli nella loro torbida naturalezza, tenendo a mente sempre che “Due fiumi possono avere la stessa sorgente, eppure possono essere uno limpido e l’altro torbido.“, sono vini tecnicamente “imperfetti” ma che riescono a sorprendere il degustatore!

Il Fedelie bianco frizzante da uve Viognier si presenta un paglierino “latteo” in cui si intravede una fitta catena di bollicine che percorre tutto il calice. I profumi sono agrumati, albicocca, ananas e altri frutti esotici, con ricordi “lievitosi” di yogurt e fragranze floreali di fiori di campo e citronella. Molto particolare in bocca, non sembra neanche completamente secco, al gusto è fresco ed avvolgente, con la piacevole morbidezza del pétillant che accarezza il palato. Si sente subito la forza della freschezza e della pungenza, che evolve dopo qualche secondo in una sensazione vicina al dolce. Chiude senza quella tipica punta di amaro che spesso si trova nei “sur lie” o se c’é, é appena al limite dell’avvertibile. A bicchiere vuoto i profumi si sono evoluti verso il fieno tagliato e la frutta più matura.

Il Fedelie rosato frizzante da uve Nero d’Avola risulta di color melograno intenso, con ricordi floreali di rosa e viola, note di ciliegia, prugna ed arancia rossa, sentori che si sviluppano anche a livello gustativo. Un’appagante freschezza e il piacevole tintinnìo del pétillant al palato; la carbonica è tenue, finemente solletica il sorso e lo rende perfetto, pulito e di giusto equilibrio. Ottima persistenza gusto-olfattiva. Un vino che non smetteresti mai di bere. Anticamente in Francia, nella zona di Sens in Borgogna, il rosato frizzante, veniva chiamato “ringlinglin”, retaggio storico della parola “guinguet”, un termine che risale al 1555 e che si riferiva a un vino semplice e a buon mercato bevuto nelle taverne delle zone campestri fuori Parigi, che faceva ballare e folleggiare, in quanto beverino, stuzzicante, chiassoso, turbolento, giovane ma terribilmente eccitante.

Fedelie è un nome direttamente associato alla piccola di casa Paternò, Federica, il cui carattere ben rappresenta quello di queste bottiglie: fresco, diretto, giovane, di sostanza e spumeggiante. La bottiglia, il tappo a corona, fanno di questi vini, i classici vini glou glou che butti giù con godimento raro, l’alcolicità è contenuta, le bollicine non danno fastidio, sono vini da merenda, che vanno serviti freddissimi, magari in riva al mare, e che potrebbero, per consistenza, freschezza ed aromaticità, tranquillamente appagare al pari di una birra gelata. Sono vini da abbinare a spuntini a base di pane, formaggio e salumi di ogni genere, ad un aperitivo in riva al mare, una cena a base di crostacei, una pastasciutta all’astice o semplicemente un’untuosa e succulente pasta aglio, olio e peperoncino. Vini non dichiaratamente della vita, ma semplici, sani, invitanti e genuini. Adatti al bere quotidiano, per chi alla qualità vuole sempre pensarci.

E quanto a me, posso dirlo, eleggerò sempre la”semplicità” come madre di tutte le virtù, “…perché lì c’è verità, lì c’è dolcezza, lì c’è sensibilità, lì c’è ancora amore.”

FEDELIE ROSATO FRIZZANTE ANCESTRALE e BIANCO FRIZZANTE ANCESTRALE

Tipologia: IGP Terre Siciliane Rosato Frizzante

Metodo: Ancestrale con rifermentazione in bottiglia

Uve: Nero d’Avola, Viognier

Vendemmia: manuale

Zona di Produzione: Noto (SR)

Sistema di allevamento: spalliera

Terreni: bianchi calcarei

Vinificazione: in vasche di cemento

Affinamento: 6 mesi sui lieviti di fermentazione

2 commenti

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